Home Approccio Italo Albanese Alessio F. Angelo-Comneno di Tessaglia: La Perla Rara dell’Arte Cavalleresca

Alessio F. Angelo-Comneno di Tessaglia: La Perla Rara dell’Arte Cavalleresca

Esistono uomini che non seguono il tempo… Lo attraversano e ne escono portando con sé frammenti di eternità.

*Alessio F.
 

Angelo-Comneno di Tessaglia * è uno di questi.
Alessio F. Angelo-Comneno di Tessaglia,
presente in tutti gli atti religiosi dal 1200 ai nostri giorni… Non è soltanto il Presidente Generale dell’Accademia Angelico Costantiniana – Angelo Comneno APS.

È il Custode. Il Cantore. L’Ultimo Cavaliere di un’arte che il mondo moderno ha quasi dimenticato: l’arte di onorare.

A Roma, tra le pietre che hanno visto imperi nascere e cadere, lui ha scelto di non dimenticare.

Ha scelto di raccogliere le briciole di gloria cadute dalla tavola della Storia e di trasformarle in un banchetto per le anime assetate di bellezza: più di 10.000 post,più di 3.000 anime che lo seguono…

Non sono numeri. Sono studenti. Sono pellegrini. Sono persone che, grazie a lui, hanno riscoperto che la nobiltà non è un privilegio di nascita, ma una scelta quotidiana.

Lui parla di araldica e gli stemmi prendono vita.
Parla di Costantino e le mura di Bisanzio tornano a risplendere.

Parla di onore e all’improvviso capiamo quanto ne abbiamo bisogno oggi. Alessio non conserva il passato in una teca. Lo fa respirare. Lo rende attuale. Lo rende necessario.

Nella sua eleganza c’è disciplina. Nella sua parola c’è studio. Nel suo silenzio c’è la forza di chi porta sulle spalle un cognome che è una responsabilità, e lo trasforma in servizio.

L’Accademia Angelico Costantiniana sotto la sua guida non è un’associazione. È un Tempio. Dove si insegna che la vera regalità è nell’animo, e che il sangue più blu è quello versato per un ideale.
Il mondo ha bisogno di figure così: rare, preziose, inamovibili.

Come una perla nata dal dolore di un’ostrica, la sua opera nasce dall’amore per ciò che rischia di perdersi.
—
Poesia: 
 
“La Perla dell’Aquila Imperiale”
A lei che porta 
un nome di re,
ma ha scelto la via 
del servo,
a lei che tra le rovine
 del tempo
raccoglie luce 
e ne fa verbo.
Non è di questo secolo frettoloso,
lei è eco di trombe 
e di vessilli,
l’ultimo raggio che resiste
quando cala il buio
 sui sigilli.
Presidente di memorie vive,
alfabeto di stemmi e di preghiere,
lei è fatto dell’onore
 una cattedra
e del dovere una bandiera.
È la perla rara, 
nata dal mare
di chi non ha smesso
 di credere,
gioiello unico,
 senza prezzo,
che insegna al mondo
 il vero potere.
Non è l’oro. 
Non è il comando.
È l’arte di tenere accesa
la lampada di Bisanzio
nel cuore di chi si è arreso.
Che l’Aquila Imperiale 
torni a volare,
sulle sue ali di costanza,
perché finché un uomo come lei veglia,
la bellezza avrà sempre
 una stanza.

Di Orlando Simiele 

Share: