ROMA – L’Albania è davvero il Paese che emerge dalle cronache politiche e dalle immagini delle proteste? Oppure dietro le manifestazioni e le polemiche esiste una realtà più complessa, fatta di crescita economica, investimenti, turismo e trasformazione digitale?
È la domanda che attraversa l’intervista ad Anna La Rosa, ospite di Artur Nura nella rubrica di Radio Radicale dedicata all’Albania e ai rapporti tra Roma e Tirana.
Al centro della conversazione c’è anche la recente vicenda della Flottilla partita da Brindisi e arrivata in Albania. Un’iniziativa che La Rosa giudica con particolare severità, definendola sostanzialmente ideologica e strumentale.
Secondo l’ospite, il governo albanese aveva predisposto un’accoglienza ufficiale e messo a disposizione della delegazione la possibilità di conoscere direttamente i territori interessati dal dibattito. La scelta di proseguire invece verso Tirana per manifestare, a suo giudizio, avrebbe rappresentato un’occasione persa per confrontarsi concretamente con la realtà.
«Avrebbero potuto verificare, intervistare, conoscere direttamente», è il ragionamento di La Rosa, secondo la quale un’iniziativa di questo tipo avrebbe avuto maggiore valore se accompagnata da un confronto sul campo.
Il problema della reputazione
Dalla vicenda della Flottilla il discorso si allarga al tema dell’immagine internazionale dell’Albania.
La Rosa mette in guardia dal rischio che una narrazione concentrata quasi esclusivamente sulle proteste possa produrre conseguenze negative sul piano reputazionale ed economico.
Il punto, precisa, non è negare l’esistenza dei problemi. Sanità, costo della vita, agricoltura, infrastrutture e funzionamento delle istituzioni sono questioni reali. Ma, secondo La Rosa, non possono rappresentare l’unico modo attraverso il quale raccontare l’Albania.
Negli ultimi vent’anni, sostiene, il Paese ha attraversato una trasformazione profonda che merita di essere analizzata attraverso dati e risultati verificabili.
La digitalizzazione come caso emblematico
Uno degli esempi citati è quello della trasformazione digitale. La Rosa racconta di una recente visita in Estonia, Paese considerato un modello europeo nel settore della digitalizzazione, durante la quale ha incontrato rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico e delle startup.
Il confronto, secondo il suo racconto, avrebbe evidenziato quanto anche l’Albania abbia fatto passi avanti significativi. La digitalizzazione della pubblica amministrazione viene indicata come uno dei settori nei quali Tirana avrebbe ottenuto risultati particolarmente importanti, nonostante non disponga ancora delle stesse risorse e degli stessi strumenti di un Paese membro dell’Unione europea.
È proprio su questi risultati che, secondo La Rosa, il giornalismo dovrebbe concentrarsi maggiormente, verificandoli e raccontandoli senza trasformare l’informazione in propaganda.
Edi Rama tra consenso e responsabilità
Nel ragionamento non può mancare il ruolo del primo ministro Edi Rama. La Rosa chiarisce di non considerarsi né favorevole né contraria al premier e riconosce l’esistenza di criticità, compreso il tema della giustizia.
Allo stesso tempo, però, ritiene necessario riconoscere che molti dei cambiamenti avvenuti nel Paese si sono sviluppati durante gli anni dei governi Rama. Secondo l’ospite, il premier dispone ancora dei numeri parlamentari, delle relazioni internazionali e della credibilità necessarie per proseguire il percorso di riforma.
Ma la politica dovrà ora misurarsi soprattutto con le esigenze quotidiane della popolazione.
Sanità, la priorità
Tra le questioni più urgenti viene indicata la sanità. La Rosa richiama i progetti di cooperazione con importanti istituzioni italiane e internazionali e parla di un piano particolarmente ambizioso di digitalizzazione della sanità.
L’obiettivo è utilizzare le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale per avvicinare i servizi sanitari anche ai cittadini che vivono nelle aree più remote del Paese.
È un settore nel quale, secondo La Rosa, l’Albania potrebbe costruire uno dei prossimi grandi capitoli della propria modernizzazione.
Agricoltura e imprese italiane
Un’altra grande opportunità viene individuata nell’agricoltura. Terreni disponibili, condizioni climatiche favorevoli e vicinanza ai mercati europei rendono il settore particolarmente interessante per gli investitori.
La Rosa sottolinea la presenza di imprenditori italiani che stanno già coltivando e trasformando prodotti agricoli in Albania, citando tra gli esempi pomodori e fragole. Per Tirana, la sfida sarà trasformare queste potenzialità in una vera politica agricola nazionale, capace di creare occupazione, valore aggiunto e nuove esportazioni.
Il boom del turismo
Il turismo è forse il settore nel quale il cambiamento dell’Albania è più visibile. Secondo La Rosa, il Paese sta progressivamente superando il modello del turismo “mordi e fuggi” e attirando visitatori interessati a strutture di qualità più elevata.
Tirana, Valona e Durazzo stanno vivendo una crescita significativa delle presenze turistiche e degli investimenti nel settore alberghiero. Il fenomeno produce effetti che vanno oltre il turismo: aumenta la domanda di servizi, favorisce gli investimenti immobiliari e crea nuove opportunità occupazionali.
Durazzo, una città in trasformazione
Durazzo rappresenta bene le opportunità e, contemporaneamente, le contraddizioni della crescita albanese. La città sta vivendo una trasformazione urbanistica importante, ma deve affrontare problemi ancora significativi sul fronte delle infrastrutture, del sistema fognario e dei collegamenti.
Particolare attenzione viene riservata al collegamento ferroviario con Tirana, un progetto atteso da anni e considerato strategico per migliorare la mobilità tra le due principali realtà urbane del Paese. La crescita, dunque, richiede infrastrutture adeguate e una capacità di programmazione all’altezza delle nuove esigenze.
Il rapporto con l’Italia
Sul fondo dell’intervista rimane costante il rapporto speciale tra Italia e Albania. La Rosa richiama il passato, quando l’arrivo degli albanesi sulle coste pugliesi rappresentava uno dei simboli delle difficoltà del Paese. Oggi, sostiene, la situazione è profondamente cambiata.
L’Albania è diventata una destinazione turistica, un luogo di investimento e un Paese sempre più integrato nei circuiti economici europei. Anche il rapporto umano tra italiani e albanesi, secondo La Rosa, dovrebbe essere liberato dai vecchi pregiudizi.
Un’Albania da raccontare con maggiore equilibrio
Il messaggio conclusivo dell’intervista è soprattutto un invito al giornalismo. Raccontare i progressi dell’Albania non significa sostenere Edi Rama. Allo stesso modo, denunciare le criticità non significa necessariamente essere contro il governo.
La sfida, secondo La Rosa, è raccontare entrambe le dimensioni.
«Bisogna parlare dell’Albania senza pregiudizi», è il senso della sua riflessione: verificare i dati, confrontare il Paese con le altre realtà europee e riconoscere sia ciò che ancora non funziona sia ciò che è cambiato.
L’Albania rimane dunque un Paese in transizione: ancora alle prese con problemi strutturali e istituzionali, ma allo stesso tempo protagonista di una trasformazione economica e sociale che negli ultimi vent’anni ha modificato profondamente il suo volto.
Per l’Italia, che con l’Albania mantiene un rapporto storico e sempre più intenso, comprenderne questa trasformazione significa anche superare definitivamente gli stereotipi del passato e guardare a Tirana come a un partner europeo in costruzione.
Per approfondire i temi affrontati nell’articolo, è possibile ascoltare l’intervista integrale ad Anna La Rosa realizzata da Artur Nura per la rubrica Albania italianofona di Radio Radicale.

































