Un contributo di Peter R. Neumann
Peter R. Neumann è professore di Studi sulla sicurezza al King’s College di Londra.
Se verrà chiarito che la Russia è responsabile dell’attacco con droni a Lipsia, la Germania dovrà reagire: in modo deciso, ma senza provocare un’escalation. Si tratta di prevenire attacchi di questo tipo, prepararsi ad affrontarli e perseguire i responsabili. E anche di reagire con misure di ritorsione.
Se gli indizi di una responsabilità russa per l’attacco con droni a Lipsia dovessero rafforzarsi e il governo federale tedesco identificasse ufficialmente la Russia come responsabile, si porrebbe immediatamente la domanda successiva: che cosa ne consegue?
Il cancelliere e il governo federale dovrebbero iniziare a rifletterci già adesso. Trovare la risposta giusta, infatti, non sarà semplice. Non dovrà essere troppo debole: altrimenti Vladimir Putin imparerebbe che persino attacchi sul territorio tedesco comportano conseguenze minime. Ma non dovrà nemmeno essere così forte da trascinare involontariamente la Germania in una spirale di escalation con la Russia.
Deterrenza senza un’escalation inutile: questo è il difficile equilibrio.
Le possibilità sono molte
La Germania potrebbe espellere l’ambasciatore russo o altro personale diplomatico, chiudere la Casa Russa di Berlino, imporre sanzioni contro strutture collegate alle operazioni dei servizi segreti russi oppure intervenire più duramente contro i flussi finanziari e la cosiddetta flotta ombra russa.
Sarebbe inoltre ipotizzabile un ampliamento qualitativo del sostegno all’Ucraina: maggiore cooperazione nel settore dei droni e della difesa aerea, formazione del personale o, eventualmente, la fornitura di missili Taurus. Opzioni più incisive potrebbero comprendere operazioni informatiche o altre operazioni clandestine.
Tutte queste misure presentano vantaggi e svantaggi. La cosa decisiva è che una reazione tedesca sia sufficientemente credibile da imporre dei costi alla Russia, senza al tempo stesso innescare un automatismo verso un’ulteriore escalation.
Lipsia deve provocare qualcosa di più di una semplice reazione
Ancora più importante, però, è un altro aspetto: non ci si può limitare a singole misure.
L’episodio di Lipsia mostra quanto sia urgente per la Germania dotarsi di una strategia complessiva e di lungo periodo contro la guerra ibrida, attualmente soprattutto nei confronti della Russia, ma in prospettiva anche nei confronti di altri Stati.
Organizzerei una strategia di questo tipo attorno a quattro «V»: prevenire, preparare, perseguire e vendicare.
La prevenzione riguarda una migliore protezione delle infrastrutture critiche: approvvigionamento energetico e idrico, vie di comunicazione, sistemi di comunicazione e dati. A ciò si aggiunge una difesa efficace contro i droni. Quanto più difficili e rischiosi saranno questi attacchi, tanto meno saranno attraenti.
La preparazione interviene prima ancora: cosa succede in caso di un prossimo attacco? Chi assume il comando? Chi decide che cosa? Governo federale e Länder, polizia, servizi di intelligence, Bundeswehr e gestori delle infrastrutture critiche devono stabilire in anticipo procedure e responsabilità e devono esercitarsi insieme.
Perseguire i responsabili
Il perseguimento porta l’attenzione su coloro che preparano e rendono possibili questi attacchi. Reti di spionaggio, collaboratori e strutture finanziarie devono essere individuati e combattuti con determinazione. In questo campo sono chiamati a svolgere un ruolo soprattutto i servizi segreti, il BKA (l’Ufficio federale di polizia criminale) e la Procura generale federale.
La ritorsione, infine, è l’aspetto politicamente più delicato. La Russia deve sapere che gli attacchi contro la Germania hanno un prezzo. Questo prezzo può essere politico o economico; sono però ipotizzabili anche operazioni informatiche e dei servizi segreti oppure un maggiore sostegno all’Ucraina. Il governo federale dovrebbe valutare costantemente tutte le opzioni.
Un compito per il Consiglio di sicurezza
Il punto decisivo è mettere stabilmente insieme questi quattro ambiti. La guerra ibrida non può essere combattuta da una singola autorità e tanto meno con una singola misura. La Germania non può permettersi di improvvisare ogni volta che si verifica un nuovo attacco.
Proprio per questo, lo sviluppo e l’attuazione di una strategia complessiva di questo tipo sarebbero un compito ideale per il neocostituito Consiglio di sicurezza nazionale. Dovrebbe riunire ministeri e autorità, chiarire le responsabilità e coordinare strettamente l’azione tedesca con i nostri partner nella NATO e nell’UE.
Indicare la Russia come responsabile e reagire con misure concrete è dunque soltanto il primo passo. Almeno altrettanto importante è preparare la Germania, nel lungo periodo, ad affrontare gli attacchi ibridi.
Prevenire, preparare, perseguire e vendicare: se la Germania riuscirà a trasformare questi quattro «V» in una strategia efficace, potrà resistere nella nuova era delle guerre ibride.

































