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«Teorie deliranti»: il populista di destra italiano attribuisce la violenza contro le donne al declino del patriarcato!

L’ex generale Roberto Vannacci suscita un acceso dibattito politico con le sue dichiarazioni. Nell’UE una donna su tre è vittima di violenza.

Roma – La richiesta di una «difesa del patriarcato mediterraneo» avanzata dal neonato partito populista di destra Futuro Nazionale, guidato dall’ex generale Roberto Vannacci, ha scatenato un acceso dibattito politico in Italia. Nel nuovo programma politico, il partito mette in relazione il declino delle strutture patriarcali con l’aumento della violenza contro le donne.

«Laddove scompare ogni traccia della società patriarcale, la violenza contro le donne aumenta in modo preoccupante», si legge nel programma. Il tema del «patriarcato mediterraneo» rappresenta una concezione conservatrice della famiglia e della società. Gli altri principi del partito comprendono la tutela della vita dal concepimento fino alla morte naturale, l’identità cristiana e una «concezione romana del diritto».

Una donna su tre nell’UE è vittima di violenza
Per inquadrare il fenomeno: quasi una donna su tre nell’Unione europea ha subito violenza fisica o sessuale. È quanto emerge da uno studio recente dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE). Secondo lo studio, il 30,7% delle donne ha subito questo tipo di violenza a partire dai 15 anni.

La violenza, secondo l’indagine, proviene spesso dall’ambiente più vicino alle vittime. Una donna su dieci nell’UE sarebbe già stata aggredita fisicamente e ferita dal proprio partner. L’ampiezza della violenza non denunciata dimostrerebbe che i sistemi attuali non funzionano adeguatamente. Le autorità competenti hanno quindi invitato i responsabili politici dell’UE ad adeguare leggi, politiche e pratiche alle esperienze delle donne.

Vannacci punta sulla «remigrazione»
In materia di immigrazione, Vannacci sostiene la «remigrazione» e la «tolleranza zero» nei confronti dei migranti che commettono reati. Tra le proposte figurano il divieto di sbarco in Italia, la fine delle quote di immigrazione e restrizioni al ricongiungimento familiare. Secondo il partito, per ottenere la cittadinanza italiana dovrebbe essere richiesto in futuro un soggiorno di 20 anni, accompagnato da un test di lingua e cultura generale.

Anche sul fronte della sicurezza, l’ex generale dei paracadutisti mantiene una linea dura. Il programma prevede l’impiego dell’esercito nelle zone caratterizzate da un’elevata criminalità. Allo stesso tempo, il partito chiede più posti nelle carceri e l’abbassamento a 12 anni dell’età minima per la responsabilità penale.

Sul piano economico, il partito propone una semplificazione del sistema fiscale e la piena occupazione. A questo scopo dovrebbe essere creata, tra le altre cose, una banca dati centrale per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Chi rifiutasse un’offerta di lavoro perderebbe, secondo le proposte di Vannacci, i sussidi statali. Un altro punto centrale è la promozione della produzione italiana, in particolare di alimenti di alta qualità e prodotti artigianali ad alto valore aggiunto.

Il partito di destra respinge il Green Deal
Anche sul tema dell’energia, Futuro Nazionale prende le distanze da parte della politica europea. Il partito respinge il Green Deal e il previsto passaggio esclusivo alle automobili nuove elettriche a partire dal 2035. Allo stesso tempo sostiene la costruzione di nuove centrali nucleari e considera ancora possibile l’importazione di gas russo.

Il senatore socialdemocratico del PD Filippo Sensi ha definito i riferimenti di Vannacci al «patriarcato mediterraneo» una «macabra barzelletta». La sua collega di partito Valeria Valente ha parlato della «follia del suprematismo maschile» e di una «teoria delirante, incostituzionale e di matrice fascista».

Attualmente la coalizione di destra guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è sottoposta a una forte pressione da parte di Vannacci. La sua retorica fortemente anti-immigrazione trova consenso presso una parte degli elettori dei partiti di governo. Secondo i sondaggi, alle elezioni parlamentari previste per il prossimo anno il suo partito potrebbe ottenere il 10% dei voti, arrivando così a competere con il partito di Meloni, Fratelli d’Italia.

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